Ci sono mani che non hanno bisogno di strumenti,
perché sanno già la forma delle cose prima ancora di toccarle.
Io ho il dono di appartenere a questa Arte creativa.
Con un frammento di plastilina, un foglio di carta, un pezzo di stagnola o una briciola di pane,
lascio nascere creature minuscole, leggere come pensieri appena nati.
Non le costruisco, le lascio accadere.
Il mio gesto è rapido, quasi un battito.
E in quel battito, la materia si ricorda di essere viva.
Insetti, figure, presenze minuscole, tutto nasce e scompare nello spazio di pochi istanti,
come se il tempo stesso, fosse parte di quell’opera.
Accanto a questa arte del minuscolo, vivono le mie parole, le mie fiabe, le mie poesie,
la musica che attraversa le mie dita e allora si comprende che non si tratta solo di creare forme,
ma di ascoltare ciò che vuole esistere per un attimo soltanto.
E così, mentre il mondo corre distratto, io continuo a custodire questa magia,
creo fiabe che incantano e le regalo a chi sa ancora sognare…